Marzo 21 @ 4:30 pm 6:30 pm

Negli ultimi mesi la destra post-fascista al governo ha spesso agitato lo spauracchio delle Brigate rosse per criminalizzare le mobilitazioni di piazza e giustificare gli sgomberi di spazi sociali come Askatasuna e Leoncavallo. Questa operazione attinge a ciò che abbiamo definito “metodo foibe”. Infatti, proprio come questo approccio revisionista viene utilizzato per rinarrare la Resistenza, criminalizzando i partigiani e riabilitare i fascisti come vittime, anche gli anni 70, in particolare il decennio 68/78, vengono descritti come “anni di piombo” attraverso uno schema che semplifica e polarizza: da una parte i “rossi cattivi” dall’altra parte lo Stato come vittima.
Questa narrazione ignora innanzitutto che l’attacco al cuore dello Stato spesso è partito dallo Stato stesso con la complicità del terrorismo nero di matrice fascista. Una matrice che questo governo conosce bene: la fiamma tricolore che porta nel suo stemma ricorda quelle radici che arrivano fino al MSI, passando per Ordine nuovo e che si nutrono del sangue versato dai criminali della Repubblica di Salò, i veri avi di Fratelli d’Italia.
Per risignificare quegli anni mitici raccogliamo la suggestione di Christian Raimo, sostituendo il piombo con l’oro. L’oro del conflitto di classe che ha sprigionato un storico miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, dal salario al reddito, dalla sanità all’abitare, dai diritti sociali ai diritti civili.
Sabato 21 Marzo ci troviamo alle 16.30 a Casa Bettola insieme allo storico Davide Conti e lo scrittore Paolo Morando, per decostruire la narrazione della destra sugli anni 70 e per far emergere un’altra storia che ci permetta di affrontare il nostro presente, con il desiderio di inaugurare una nuova stagione di emancipazione.
