Quartieri Partigiani 2026

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Quartieri Partigiani 2026

Aprile 24 @ 6:00 pm 11:00 pm

Grazie Minne Vaganti per l’illustrazione del manifesto

Quartieri Partigiani 2026 – Venerdì 24 aprile

Ritrovo a Casa Bettola alle 18.00 per partire insieme verso il centro storico alle 19.00, in cammino sulle orme delle partigiane e dei partigiani che il 24 aprile 1945 scesero dai monti per liberare Reggio Emilia. Un corteo dalla periferia al centro accompagnato dalla musica e i ritmi della Murga l’Oka, i canti dei Violenti Piovaschi e dell’Amata Rossa, con interventi storici e artistici lungo il percorso, per collegare la storia al tempo presente.

Alla partenza del corteo metteremo in evidenza il ritorno del nazionalismo in Europa e come l’antifascismo si sta organizzando in questo contesto. Lo faremo attraverso i processi di Budapest, in cui diciassette antifasciste e antifascisti rischiano decenni in carcere per aver manifestato contro la “giornata dell’onore”; il più grande raduno di estrema destra in Europa sostenuto dal governo Orban.

Attraverso musica e poesia cercheremo di proiettare un raggio di luce nelle case e nelle celle in cui attendono la sentenza e attraverso illustrazioni di sette artiste e artisti porteremo le loro storie per le strade della città.

In un momento storico in cui l’amministrazione Trump ha emanato l’Antifa Ban, considerando Antifa come organizzazione terroristica interna, vogliamo ribaltare il tentativo di criminalizzare l’antifascismo attraversando le strade con un Antifa Pride: un corteo pieno di musica, balli e orgoglio antifascista.

Ci fermeremo di fronte all’Ospedale, dalle fontane in viale Umberto I, per mettere in evidenza la tensione tra il riarmo e i tagli al welfare, tra la guerra imposta dall’alto e la cura che emerge dal basso. In un momento in cui la guerra viene normalizzata e la società militarizzata, vogliamo far emergere altri immaginari attraverso esperienze storiche e contemporanee. Lo faremo raccontando la vita di Giuseppe Soncini, partigiano, internazionalista e medico di Reggio Emilia, che parlava dell’Ospedale proprio come un presidio di pace. Lo faremo con le parole dell’Officina di Cura Popolare che oggi mette di nuovo la salute al centro attraverso pratiche di mutualismo e solidarietà. A volte le parole non bastano; in questo luogo lasceremo una traccia con un grande intreccio collettivo in cui tutte e tutti potranno partecipare.

Ci fermeremo in Piazza 24 maggio, che ricorda la data in cui l’italia entrò nella Prima guerra mondiale, collocata a pochi passi dalla casa del Mutilato. In questo luogo vogliamo mettere in luce la narrazione nazionalista e militare che ha anticipato il fascismo e come l’eco di quegli anni si sente forte oggi, con il mondo di nuovo in bilico. Racconteremo i renitenti di allora e i disertori di oggi, chi cent’anni fa ha sabotato la macchina bellica e chi oggi lotta contro il regime di guerra, organizzando le comunità in modo solidale. In questa piazza le storie non saranno solo raccontate ma cantate e le nostre voci diventeranno una voce grande, grazie ai canti dei cori.

Dopo aver attraversato il centro storico ci fermeremo nel incrocio tra via Roma e via Emilia, di fronte al vecchio Tribunale di Reggio Emilia, dove le partigiane e i partigiani si riunirono durante la Resistenza. Qui ci guarderemo nello specchio, per vedere dove ci troviamo oggi con gli eredi del fascismo al governo, in un tempo segnato da nuove forme di squadrismo e la costruzione del nemico interno. In un luogo carico di storia vogliamo mettere in luce come il governo oggi attacca chi vive nei margini delle città e chi in questi contesti organizza la solidarietà, come gli spazi sociali che insieme compongono una geografia della speranza.

Dopo pochi passi ci fermeremo in piazza Scapinelli, accolti dalla Gargotta del Popol Giòst. Sullo sfondo della piazza si trova il vecchio carcere. Attraverso proiezioni di luci e ombre racconteremo la storia del partigiano Reclus Malaguti che fuggì dal carcere e divenne un agitatore internazionalista, che organizzò convergenze tra contadini e operai. Tornando al tempo presente parleremo dei decreti sicurezza e la torsione autoritaria in cui si inseriscono e di come organizzare una “fuga collettiva”, oltre le politiche securitarie e le zone rosse, verso un mondo libero, “senza re e regine”.

Quartieri Partigiani 2026
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