

Maggio 15 @ 6:00 pm Maggio 17 @ 11:30 pm
A maggio sarà passato un anno da quando Sara, compagna, figlia, sorella e voce della nostra ribellione non c’è più. Giusto il tempo di una rivoluzione attorno al sole. Una rivoluzione di cui portiamo i segni addosso, che abbiamo fatto nostra, imparando a trasformare il dolore in gioia, la rabbia in forza, l’assenza in presenza, il presente nella potenza del futuro. Un punto di rottura e di svolta, dal quale non si può tornare indietro. Perché dalle rivoluzioni non c’è ritorno, ma può esserci accumulo e slancio per la rivoluzione successiva.
Vogliamo restituire alla città ciò che abbiamo seminato in questo periodo, un anno lungo, ma incredibilmente veloce, che ha visto moltiplicarsi e succedersi diversi punti di rottura: guerre, autoritarismo, torsioni culturali, povertà e sfruttamento, portati a conseguenze estreme dai nuovi Re della destra globale e del capitalismo tecnologico.
Ai piani dei Re del nostro tempo contrapponiamo le direttrici di un confederalismo urbano europeo, transfemminista, ecologico e democratico. Democratico perché questi nuovi Re vogliono distruggere la società, togliendole non solo diritti ma anche potenza. Ecologico perché questa potenza sta nella relazione tra individuo e soggettività, società e pianeta, umano e oltre umano. Urbano ed europeo perché lo spazio dell’azione è ad un tempo nella contesa sia della prossimità dell’autogoverno che nell’estensione del governo. Transfemminista perché è conflitto e accoglienza insieme. Partiamo da qui, dalla ricostruzione di una pratica transfemminista che pone la cura come conflittuale rispetto allo sfruttamento e all’isolamento.
Partiamo da qui, dal darci gli strumenti adeguati per raggiungere un altro punto di non ritorno.
Vogliamo farlo nei giorni di maggio in cui ci siamo accompagnati a Sara per le strade di Reggio condividendo la nostra rabbia per la sua scomparsa, la nostra gioia per averla a fianco. Sara ci ha lasciato un impegno da fare nostro: conquistare il futuro a partire dalle azioni che compiamo nel presente. Come farlo è un campo di ricerca oltre che un’esigenza. Di fronte a questo impegno siamo costretti a cambiare le nostre lenti di osservazione e dipanare tutto il possibile nell’acutezza di uno sguardo che contempla sia l’istante dell’azione che la prospettiva del progetto da realizzare.
Contendiamo la città come spazio di rivoluzione politica e riproduzione sociale. Il festival che immaginiamo è il luogo in cui memoria e futuro coincidono, da cui ripartire, una rivoluzione dopo l’altra.
Quel che è stato lo sappiamo, adesso é tempo di quello che Sarà, il verbo deve essere al futuro: qualcosa che avverrà che è già in cammino, che non può essere fermato. C’è questo e c’è il nome di Sara, perchè la sua presenza non appartiene al passato ma continua ad agire nelle nostre pratiche, lotte e relazioni. Sarà dunque ciò che contempliamo nel momento in cui lo iniziamo a praticare. Dentro ed oltre la nostra organizzazione.
Il 15 – 16 – 17 Maggio riportiamo in città il vento giovane e ribelle che Sara smuoveva con il suo esempio di militanza politica. Vogliamo farlo insieme a tutte le persone che ne hanno condiviso il percorso e che oggi perseguono quelle stesse prospettive di sorellanza, cura e rivoluzione.
Sara quello che Sarà: Se deve essere tempesta, che sia di primavera!
