IL 17 NOVEMBRE TUTTE IN PIAZZA
È stato approvato, dalla commissione istruzione della Camera, un emendamento al DDL Valditara sul consenso informato dei genitori.
Questo emendamento estende il divieto di praticare attività didattiche e progettuali, aventi come tema l’educazione anatomosessuoaffettiva e la prevenzione dei rischi derivanti da rapporti non protetti, anche alle scuole secondarie di primo grado, mentre per le scuole secondarie di secondo grado serve il consenso da parte dei genitori.
Si tratta di una gravissima violazione del diritto della studentesse ad avere un’educazione completa, riguardo il proprio corpo, il rispetto di quello altrui e delle diversità. Tutto questo si inserisce in un piano più grande, portato avanti dal governo Meloni, di abbattimento dell’autonomia scolastica al fine di impedire ogni forma di dissenso studentesco e giovanile.
Dalle Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola di Valditara alla stretta repressiva sempre maggiore verso la studentesse, assistiamo alla nascita di una scuola che ci vuole ubbidienti e incapaci di pensiero critico, spianando la strada al nostro futuro sfruttamento nel mondo lavorativo capitalista.
L’educazione anatomosessuoaffettiva
dovrebbe essere obbligatoria, come lo è nella maggior parte dei paesi europei, ed il suo insegnamento partire sin dai primi cicli dellistruzione perché solo così si possono decostruire i preconcetti falsi e dannosi della nostra società patriarcale e maschilista.
Il governo Meloni invece ritiene che i giovani vadano protetti, in un’ottica fondamentalista cristiana, dalla conoscenza dellaffettività e della sessualità non rendendosi conto dei danni che ciò comporta perché è proprio alle scuole medie che la ragazzine iniziano ad approcciarsi a questo mondo e farlo senza avere un adeguato background culturale apre la pista a dinamiche tossiche e di prevaricazione, come la piaga dei femminicidi testimonia.
Piaga che nasce dalla visione patriarcale del corpo femminile come di un oggetto da conquistare, possedere e controllare
La conoscenza è potere perché emancipa le persone, ponendole nella condizione di compiere scelte consapevoli e di
riconoscere quelle dinamiche e quei comportamenti tossici che caratterizzano la nostra società.
Non stupisce quindi che un governo autoritario come il governo Meloni faccia di tutto per disincentivare l’istruzione pubblica, tagliando i fondi destinati alle scuole e impedendo l’accesso alle studente ad un’educazione completa e priva di dogmi.
Come Coordinamento Rabûn e come studentesse non piegheremo mai davanti alla repressione attuata da questo governo, anzi, ribadiamo la necessità di manifestare e far sentire la propria voce, come accaduto al liceo Canossa, dove a seguito delle pressioni studentesche partirà da quest’anno scolastico un progetto sperimentale di educazione anatomosessuoaffettiva.
Solo mobilitandoci possiamo evitare che i diritti di noi studentesse se ne vadano in fumo e mandare un chiaro messaggio di resistenza all’oppressione che quotidianamente viviamo.
PER QUESTO E PER ALTRO CI VEDIAMO IN PIAZZA IL 17 NOVEMBRE, MAGGIORI INFORMAZIONI NEL POST DEL CORTEO






