Il comunicato del Coordinamento Rabun
Negli ultimi mesi stiamo assistendo a un preoccupante aumento delle azioni e della presenza di gruppi di estrema destra a Reggio Emilia e in tutto il Paese. Gruppi neofascisti, legati a formazioni come CasaPound, Blocco Studentesco e Reggio Emilia Tricolore, hanno intensificato la loro attività, diffondendo messaggi d’odio, razzismo e violenza, spesso con la complicità silenziosa delle forze dell’ordine.
Gli episodi di queste settimane parlano chiaro: dalle aggressioni violente e squadriste a giornalisti e manifestanti antifascisti, all’irruzione nel liceo Leonardo da Vinci di Genova, dove un gruppo di estrema destra ha devastato gli spazi scolastici e imbrattato i muri con simboli nazisti. Fino al liceo Einstein di Torino, dove le studentessə sono statə caricatə e uno di loro arrestato semplicemente per aver contestato un volantinaggio fascista, volantinaggio che era stato difeso dalle forze dell’ordine di Torino.
Anche a Reggio Emilia le scuole non sono state risparmiate: striscioni, scritte e volantini di Blocco Studentesco e CasaPound stanno comparendo davanti agli istituti. Ma le scuole non sono terreno di conquista per i fascisti: sono spazi di pensiero libero, di solidarietà, di critica e di costruzione collettiva, di crescita personale; sono luoghi di piena libertà, luoghi antifascisti e transfemministi, dove ideologie come la loro non possono permettersi di prendere piede.
Questa escalation non è casuale. L’estrema destra si sente legittimata da un governo che alimenta paura, intolleranza e repressione, che strizza l’occhio ai fascisti di strada e manganella chi cerca di difendere i diritti di tuttə, di chi si oppone. Il messaggio è chiaro: colpire chi lotta per la giustizia sociale e per un futuro diverso, da studentessə fino allə compagnə più grandi.
Ma non è solo un problema italiano. In tutto il mondo assistiamo alla crescita di governi e movimenti reazionari che promuovono il nazionalismo, la xenofobia e l’autoritarismo: dagli Stati Uniti all’Europa, dal Brasile all’Ungheria, le forze della destra radicale stanno cercando di riscrivere la storia e normalizzare l’odio. È un attacco globale ai diritti e alla libertà di tuttə.
Di fronte a questo scenario, non resteremo a guardare.
Dobbiamo attivamente impedire che i fascisti si radichino, si organizzino e diffondano le loro idee nelle nostre scuole, nelle nostre strade e nella nostra città. Difendiamo e continueremo a difendere i nostri spazi, la nostra città con fermezza.
Perché Reggio Emilia è, e deve rimanere, una città antifascista. Così come dev’essere per il resto dell’Italia e per tutto il mondo.
Con unità e solidarietà, non ci tiriamo indietro: per questo invitiamo tuttə a partecipare al nostro corteo studentesco del 17 Novembre, in onore della Giornata Mondiale dellə Studentessə. Per una scuola antifascista, per una scuola come la vogliamo noi, per i diritti di tuttə, scendiamo in piazza!
Non un passo indietro.
Ora e sempre, resistenza.






