NON CI BASTA L’INDIGNAZIONE, LA DENUNCIA, VOGLIAMO AGIRE LA NOSTRA VISIONE DI SALUTE E CURA COME PRATICA POLITICA TRANSFEMMINISTA.
Non ci basta l’indignazione, la denuncia, vogliamo agire la nostra visione di salute e cura come pratica politica transfemminista.
Siamo un gruppo eterogeneo di persone attiviste degli spazi sociali, operatrici sanitarie, professioniste della salute, da mesi discutiamo di salute, sanità e di cura. Ci accomuna la consapevolezza che il diritto fondamentale alla salute, sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione, è ridotto sempre più a privilegio per pochə.
Il percorso dell’Officina di Cura Popolare inizia lo scorso primo maggio, durante l’occupazione degli ex-poliambulatori di Via Monte San Michele, dove in una partecipata assemblea cittadina si è manifestata la necessità di costruire una nuova pratica di lotta e di conquista di diritti in città. L’abbandono e la svendita dei poliambulatori è una fotografia di quello che sta accadendo al nostro servizio sanitario pubblico.
La commercializzazione della salute, la privatizzazione della sanità pubblica hanno peggiorato la qualità della nostra vita. Sempre più persone rinunciano alle cure o sono costrette a pagare. Da anni assistiamo alla riduzione dei servizi di prossimità e al depotenziamento delle prestazioni offerte, soprattutto dei centri di salute mentale e dei consultori.
Siamo sempre più lasciatə sole, una solitudine che si fa macigno quando si sta male, quando non si trovano le risposte. Noi vogliamo scalfire questa solitudine attraverso l’empatia propria del senso di comunità, così disincentivata dall’individualismo delle scelte politiche.
La continua riorganizzazione dei servizi sociosanitari va spesso a discapito delle cittadine, non sempre funziona la comunicazione tra servizio e bisogno, per cui risulta difficoltoso capire dove e a chi rivolgersi. Quando riusciamo finalmente ad accedere ai servizi, la logica meramente prestazionale da catena di montaggio ostacola l’ascolto attivo e non valorizza la relazione come pratica curante.
Per questo vogliamo sperimentare uno spazio curante, laico, non giudicante, accogliente, che stimoli la fiducia reciproca, per condividere le difficoltà, i saperi, per far emergere il bisogno di salute della nostra comunità.
Uno spazio autogestito che non si sostituisce ai servizi territoriali e che non ha la pretesa di avere risposte a tutto.
Vogliamo essere uno strumento a disposizione delle persone in difficoltà, in particolare le più marginalizzate, meno tutelate, per superare gli ostacoli nella fruizione del diritto alla cura. L’accesso all’Officina di Cura Popolare è libero e gratuito.
Oltre allo sportello di orientamento ai servizi territoriali sociosanitari di Reggio Emilia esistenti, saranno aperti due sportelli di supporto e ascolto: Salute sessuale e salute riproduttiva; Salute psicologica/relazionale. Partiamo da questi due aspetti della nostra vita, sempre più penalizzati dal servizio sanitario pubblico e sempre più appannaggio del privato.
La salute sessuale, l’educazione all’affettività e al consenso, la rivendicazione dei diritti riproduttivi sono una priorità per liberarci dal controllo patriarcale sui nostri corpi di donne e soggettività LGBTQIA+. Vediamo come oggi il diritto all’autodeterminazione che passa anche per percorsi sanitari, come l’aborto e la transizione di genere, sono nel mirino di politiche reazionarie e violente di questo governo.
Il disagio psichico/relazionale è in crescente aumento, soprattutto tra le giovani e tra chi vive una vita precaria. Mentre viviamo in un mondo sempre più frenetico, colpito dalla crisi climatica, da guerre e dove le persone si sentono isolate e insicure, i servizi di salute mentale vengono ridotti e depotenziati. Non esiste lo psicologo di base e le risorse pubbliche si limitano al bonus psicologo, misura del tutto insufficiente.
Desideriamo costruire una relazione che permetta la libera espressione dei bisogni, dei desideri, delle curiosità, favorire una maggior consapevolezza e la possibilità di una piena autodeterminazione. L’officina di cura popolare è un progetto politico che vuole fare inchiesta sui bisogni di salute e promuovere una risposta di salute collettiva che necessariamente coinvolge la comunità e considera la salute come bene comune.
Ci trovate a Casa Bettola, uno spazio che non è fatto di sole mura ma di mutualismo, di connessioni che permettono la vita di una comunità solidale. Da questo spazio partiamo ma con l’intento di essere un punto di riferimento per tutta la città, per costruire insieme una risposta alle mancanze del SSN e risignificare la salute pubblica per tuttə.
L’accesso all’Officina di Cura Popolare è libero e gratuito, e siamo apertə a tutte le persone che cercano un sostegno e un ascolto. Vogliamo essere uno strumento a disposizione delle persone in difficoltà, in particolare le più marginalizzate, meno tutelate, per superare gli ostacoli nella fruizione del diritto alla cura.
Speriamo di poter creare uno spazio di condivisione e di sostegno, dove le persone possano trovare aiuto e comprensione. L’Officina di Cura Popolare è un progetto che vuole mettere al centro la salute e il benessere delle persone, e non solo la malattia e la sofferenza.
Vogliamo costruire una comunità che sia solidale e che si prenda cura delle persone più vulnerabili. Siamo convintə che la salute sia un diritto fondamentale, e che debba essere garantito a tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione sociale o economica.
L’Officina di Cura Popolare è un passo verso la costruzione di una società più giusta e più equa, dove la salute e il benessere siano considerati un diritto fondamentale per tuttə.






