Quartieri Partigiani 2025 – Giovedì 24 aprile
Ritrovo a Casa Bettola alle 18.00 per partire insieme verso il centro storico alle 19.00, in cammino sulle orme delle partigiane e dei partigiani che il 24 aprile 1945 scesero dai monti per liberare Reggio Emilia. Un corteo dalla periferia al centro accompagnato dalla musica della Banda di Quartiere e i canti del Coro dei Malfattori e dell’Amata Rossa, con interventi storici e artistici lungo il percorso, per collegare la storia al tempo presente.
Il 24 Aprile i nostri piedi ricalcheranno le orme che donne e uomini, partigiane e partigiani, lasciarono impresse nella storia per il cammino verso la libertà, nella lotta al Nazifascismo. 80 anni fa’ bande partigiane scesero dalla montagna, dopo 20 mesi di Resistenza, per tornare nella città di Reggio Emilia e mettere fine al Regime Fascista e il periodo più buio della storia del nostro paese.
Da dieci anni a questa parte Casa Bettola insieme ad altre realtà del territorio, festeggia questa data utilizzando il paesaggio, la strada e l’odonomastica non come sfondo passivo, bensì come sedimento di memoria attiva. Il territorio quindi come alleato nella narrazione antifascista, riserva preziosa di sapere.
Partiremo proprio dalla casa cantoniera per mettere in evidenza l’importanza di luoghi come questi, che in un periodo tetro, simile al dominio asfittico del ventennio, dove il nazionalismo, il suprematismo, il riarmo e le guerre, possono mettere a seria prova la democrazia, nata dall’Antifascismo. Svuotando le sue strutture, che garantiscono i diritti e le libertà democratiche, attraverso colpi di mano come il decreto legge Sicurezza. Diventa importante quindi pensare i luoghi in cui ci organizziamo simili alle vecchie mense del confino penale, dove le antifasciste e gli antifascisti in esilio, nell’ora più buia della storia, riuscirono a ripensare la società mentre la seconda guerra mondiale bruciava l’Europa e non solo. Luoghi come Ventotene, Ponza e Favignana diventarono fucina di futuro.
Il corteo proseguirà su corso Umberto I dove cambieremo il nome del re con quello della Mimma, giovane partigiana uccisa proprio sul ponte all’inizio della via. Umberto I è stato il re che per primo ha lavorato all’espansionismo coloniale Italiano, la radice sostanziale del razzismo di oggi, fomentato da gruppi di estrema destra con campagne come la “remigrazione”. Inoltre, è sempre Umberto di Savoia che premiò Bava Beccaris dopo la strage di Milano del 1899, sparando sulla folla affamata e macilenta che chiedeva di abbassare il costo del pane, massacrandola.
Ci fermeremo in piazza Diaz che ricorda il ministro della guerra e generale dell’esercito Italiano durante il fascismo. A lui vogliamo contrapporre l’importanza del ruolo della donna durante la Resistenza e oltre; il protagonismo femminile come pilastro di ogni rinascita democratica.
Il corteo sfilerà anche per le vie del centro per raccontare che a Reggio non tutte le medaglie d’oro celebrano il valore della Resistenza, anzi, alcune celebrano infauste sorprese come via Calderini: il riconoscimento al valore militare nel suo caso è per avere sganciato iprite sul popolo Etiope, colpevole di difendersi dalla feroce aggressione coloniale del governo fascista nel ’36. Sarà anche l’occasione per mettere luce sulle nuove linee guida per l’insegnamento della storia del ministro Valditara, intrise di nazionalismo e identitarismo.
Il 24 aprile a Reggio Emilia inaugurerà la Settimana della Fotografia Europea. Lungo il percorso del corteo distribuiremo fotografie della Liberazione, ricordando che “Avere Vent’anni” allora per tante e tanti voleva dire abbracciare un fucile e, per tante persone giovani, voleva dire dare la vita per la libertà di tutte e tutti.
Finiremo in piazza Scapinelli, ricordando la Resistenza nei quartieri attraverso aneddoti antifascisti del popol giòst, capaci di deridere i potenti denudandoli della loro arroganza. La serata finirà con un piatto di pasta da condividere alla Gargotta del Popol Giòst e la musica dei Mulè.
Quest’anno per noi ancora più degli altri, è importante uscire dai nostri quartieri; la città nell’ultimo periodo è stata attraversata da bande di fascisti che assolutamente non devono mettere radici nel territorio, e sappiamo bene che “dove saremo noi non ci saranno loro!”
(Grazie Lucrezia Faraci per il bellissimo disegno del Manifesto!)






