AQ16 risponde agli atti intimidatori del consigliere Paglialonga.
Deve essere proprio misera la vita di un ex carabiniere che passa le sue giornate a spiare giovani di venti anni che si impegnano quotidianamente per dare impulso a socialità e momenti di incontro tra chi vive la città invece che sproloquiare sui social terrorizzando chi legge e guarda le immagini truci prodotte con l’AI come fa ultimamente il consigliere Paglialonga. Basta guardare il post di due giorni fa, in cui propone il teorema di un fantomatico complotto dell’amministrazione comunale, affiancando una foto prodotta digitalmente volta a terrorizzare i propri destinatari, che magari non hanno strumenti per comprendere che è tutta propaganda volta unicamente a impaurirli.
È da marzo, da quando il consigliere di Fratelli d’Italia e la destra hanno iniziato la loro campagna diffamatoria verso AQ16 che vengono fatte continue segnalazioni ai vigili urbani – da loro stessi o dai loro followers -, costretti a passare e constatare il nulla rispetto agli strali e le grida di allarme rosso lanciate dallo stesso consigliere. Le grida sulla sicurezza sono parole vuote, pura retorica. AQ16 è un luogo sicuro, come abbiamo sempre ribadito e oggi stiamo lavorando per renderlo ancora più sicuro, perché noi abbiamo cura di chi attraversa lo spazio, perché non facciamo profitto, chi ci attraversa non è un numero buono per la contabilità ma persone vive con cui immaginare una città e una società diverse. L’idea di sicurezza di Fratelli d’Italia, in città ed al governo, è un deserto: meglio avere luoghi abbandonati in balia del degrado, attraverso cui agitare gli spettri dell’insicurezza e dell’illegalità per nascondere la propria iniquità politica, che affrontare una crisi sociale ed economica senza precedenti, davanti alla quale, nella migliore delle ipotesi, risulterebbero incapaci di farvi fronte, nella peggiore addirittura corresponsabili. Il consigliere Paglialonga e i “minions”, che ha scatenato attraverso la sua campagna dai toni arroganti e infamanti, stanno facendo di tutto per far saltare il processo di riconoscimento del centro sociale AQ16, non perchè ci tengano alla “messa in sicurezza dello spazio” come hanno dichiarato in consiglio comunale con disgustoso paternalismo, intimiditi forse dalla presenza di così tante persone sugli spalti, ma perchè temono profondamente chi si organizza in modo autonomo e indipendente per fare fronte alle macerie che le loro politiche producono. Il loro nemico è la società, tutta, le donne e i giovani in particolare, poveri e irregolari in modo pretestuoso.
Questi attacchi, i controlli, le intimidazioni e le diffamazioni non ci fermeranno. Paglialonga usa strumentalmente dispositivi amministrativi per diffarmarci e tacitarci, ma continuare a paragonare AQ16 ad un locale commerciale è pura propaganda. Per spazi come AQ16, per tutti i luoghi in cui i cittadini si impegnano per costruire iniziative e migliorare la socialità e la vita nelle città senza interesse economico, è necessaria una legislazione ad hoc, e su questa strada proseguiremo, perché ci vorrebbero chiusi in casa a guardare la televisione e invocare polizia e manette ma ci troveranno sempre in strada e negli spazi sociali a costruire ponti e conflitto per il radicale cambiamento della società. Noi andremo avanti, una battaglia dopo l’altra, nel percorso intrapreso. In questi giorni stiamo preparando la facciata che accoglierà il murales dedicato a Sara, nostra, sorella e compagna uccisa un anno fa a Genova da un metronotte, una guardia, che non ha rispettato né semafori né limiti di velocità. I sogni di Sara sono ancora tutti lì ad AQ16 e non permetteremo a nessuno di infrangerli.






