Pubblichiamo un breve report sull’assemblea antifascista che si è tenuta sabato 13 dicembre in sede dell’associazione Città Migrante.
Sabato 13 dicembre, nella sede di ADL Cobas e Città Migrante, si è tenuta un’assemblea antifascista convocata dagli spazi sociali. Oltre a compagni e compagne degli spazi la sala si è gremita di studenti e studentesse delle scuole superiori, molti insegnanti e altre realtà politiche e sociali del territorio.
La convocazione è avvenuta in seguito agli episodi di squadrismo effettuati dai militanti di Casapound all’istituto Chierici e al liceo Spallanzani. Da tempo i militanti neofascisti provano ad aprire un varco nella società reggiana. Per questo loro ennesimo tentativo sfruttano attualmente più fattori, la complicità e l’accondiscendenza del governo Meloni, di chiaro indirizzo post fascista, l’impoverimento sociale dovuto all’erosione del welfare e dei salari, le insicurezze delle persone causate dalla povertà, la competizione sfrenata che rende le persone individui soli e lo stato di guerra permanente. Il concetto di cui si fanno portatori è la parola d’ordine che in questo momento sta unendo le destre a livello mondiale: “Remigration”, tradotto in “Remigrazione”. L’asse portante della proposta politica e il bersaglio da colpire è sempre lo stesso, il migrante che viene visto e raccontato come un vero e proprio intruso. Non solo la componente con background migratorio, penalizzata dalla concessione del permesso di soggiorno, ma anche le ragazze e i ragazzi cosiddette di seconda e terza generazione ormai a tutti gli effetti cittadine e cittadini italiani. Nella visione neofascista minacciano la cultura e i valori occidentali che vengono concettualmente branditi come le spade dei guerrieri crociati.
In questo momento la violenza dello squadrismo di Casapound si va a saldare con forza all’idea e all’attuazione dello stato di polizia, fortemente voluto dal governo Meloni che sta attaccando in maniera inesorabile tutti gli spazi di gestione e autorganizzazione democratica. Dagli ultimi episodi emerge chiaro il disegno di svuotare la democrazia da tutti i diritti conquistati dalle lotte passate rendendola così un feticcio vuoto. Testimoniano chiaramente queste intenzioni lo sgombero di Askatasuna e il precedente sgombero del Leoncavallo a Milano.
Dall’assemblea molto partecipata è emersa l’urgenza di rispondere a queste provocazioni e alla ricerca della destra neofascista di trovare spazio in città con un’azione articolata su più piani. Tra questi c’è la necessità di smontare urgentemente il revisionismo storico, arma prediletta dei postfascisti. La cultura va vista come una vera e propria risposta politica, perché è proprio il revisionismo il fondamento di ogni discorso o azione della destra moderna e per questo è emersa anche la volontà di costruire una manifestazione in vista del Giorno del Ricordo, che unisca tutta la città, proprio come accadde il 30 marzo scorso.
Assieme ai tanti e tante presenti all’assemblea ci siamo dichiarati in stato di agitazione permanente per presidiare il territorio, colpire il revisionismo storico e scongiurare l’apertura di covi fascisti, in particolare una sede di Casapound.
Dobbiamo rimanere in contatto e rispondere con la molteplicità e la diversità delle nostre pratiche che sono gli anticorpi democratici in questo momento di infezione reazionaria della società.
Non ci è concesso nessun passo indietro.
Dove siamo noi, non saranno loro!






